AGGIORNAMENTO: "Senato vota per abolire Parity Rate. Maggiore libertà e competitività per gli alberghi italiani" http://www.forniturealberghiereonline.it/blog-hotel/37-abolita-la-parity-rate-maggiore-liberta-e-competitivita-per-gli-alberghi-italiani

Cresce l'attesa del settore alberghiero italiano per la conferma da parte del Senato del Disegno di Legge Concorrenza, che vede all'articolo 50 l'annullamento della Parity Rate, ossia delle clausole che obbligano gli albergatori a non praticare alla clientela finale prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli offerti da intermediari terzi, come Booking e altre piattaforme simili.

Tale norma, secondo la Federalberghi, dovrebbe porre un forte limite ai vincoli contrattuali imposti dai grandi portali online di prenotazione alberghiera, consentendo agli albergatori la libertà di pubblicare sul proprio sito web prezzi più bassi e convenienti rispetto a quelli inseriti dalle piattaforme. A godere dei vantaggi dell'articolo 50 non solo le imprese, ma anche la clientela e l'erario. Infatti, l'approvazione di questa norma, offrirebbe la possibilità agli utenti di venire a conoscenza e di usufruire di tariffe più basse e allo Stato di incrementare dal punto di vista fiscale i proventi altrimenti destinati ad altri stati (diversi a seconda drella "provenienza" del portale).

L'annullamento della Parity Rate rappresenta un importante passo avanti per il sistema turistico italiano, in quanto restituisce maggiore competitività con quei Paesi Comunitari hanno che hanno già adottato provvedimenti simili. Basti pensare alla Francia e alla Germania, che già nel 2015 hanno sancito la nullità di tali clausole, affermando la piena libertà degli alberghi di riconoscere ai clienti sconti e altri vantaggi tariffari.

Ma, mentre l'associazione degli albergatori spinge il Senato a confermare quanto già approvato dalla Camera, l’European Technology and Travel Services Association (ETTSA) si mostra preoccupata delle conseguenze che tale disciplina può provocare. L'associazione che rappresenta gli interessi dei sistemi di distribuzione globale e delle agenzie di viaggio online, infatti, afferma che la cancellazione della Parity Rate danneggerebbe non solo le agenzie di viaggio, ma anche i consumatori e i piccoli alberghi, che attraverso i portali online riescono a portare avanti la loro attività non potendo disporre di disponibilità economiche concorrenziali.

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