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Il Governo si appresta a introdurre un decreto che semplificherà le procedure per l'installazione dei dehors. L'obiettivo è definire regole più snelle e uniformi su tutto il territorio nazionale, riducendo al minimo le autorizzazioni richieste e introducendo meccanismi di automatismo e silenzio-assenso.

Secondo le indiscrezioni, il decreto dovrebbe approdare a breve in Consiglio dei Ministri. L'intervento si rende necessario perché, con la fine del 2025, termineranno le deroghe introdotte durante l'emergenza covid, che avevano consentito agli operatori di allestire spazi esterni con procedure semplificate.

Il nuovo provvedimento si inserisce in un percorso già delineato dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge n. 193/2024), che all'articolo 26 incarica il Governo di emanare un decreto legislativo per armonizzare e coordinare le disposizioni relative alla concessione di aree pubbliche di interesse culturale o paesaggistico, destinate all'installazione di strutture amovibili funzionali all'attività dei pubblici esercizi.

Le novità previste dal decreto

Dalle anticipazioni emergono diversi punti centrali che mirano a snellire l'iter autorizzativo. Ecco i criteri attualmente al vaglio del governo. 

  • Semplificazione dei pareri: il via libera della Sovrintendenza non sarà più richiesto, salvo nei casi in cui il dehors sia collocato nelle strette vicinanze di monumenti o siti archeologici.

  • Competenze ai Comuni: le amministrazioni locali avranno la facoltà di introdurre procedure semplificate, comprese forme di autorizzazione automatica.

  • Tutela del patrimonio culturale e paesaggistico: entro 60 giorni dall'emanazione del decreto dovranno essere predisposti gli elenchi dei beni culturali e paesaggistici che richiedono una protezione speciale.

  • Uniformità delle regole: verranno introdotti criteri validi su tutto il territorio nazionale, così da conciliare la tutela del patrimonio artistico con le necessità operative delle imprese.

Le richieste di Federalberghi

Sul tema è intervenuta anche Federalberghi, che sottolinea l'importanza di una formulazione normativa chiara e inclusiva. L'associazione evidenzia come il riferimento alle sole "imprese di pubblico esercizio" possa generare dubbi interpretativi ed escludere gli alberghi che offrono la ristorazione solo ai propri ospiti.

L'associazione richiama, inoltre, l'esperienza maturata durante l'emergenza covid, quando le procedure semplificate per l'installazione dei dehors furono applicate solo a bar e ristoranti. Per questo Federalberghi propone che le nuove misure siano esplicitamente estese a tutte le strutture alberghiere, in modo da evitare interpretazioni restrittive della normativa, con il rischio di lasciare fuori una parte del comparto ricettivo.

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