Attraverso una nota pubblicata dall'AIGAB (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi), i proprietari di immobili destinati alle locazioni turistiche e case vacanza chiedono al Governo e al Ministero del Turismo chiarimenti in merito all'obbligo di Green Pass e ai relativi controlli che verranno eseguiti anche per gli affitti brevi.
Dal 10 Gennaio 2022 entreranno in vigore le nuove norme emanate dal Governo, che rendono obbligatorio il Super Green Pass (detto anche green pass "rafforzato") anche per hotel, b&b, strutture ricettive extralberghiere e locazioni turistiche (per approfondimenti, vedi anche "Super Green Pass in Hotel: dal 10 gennaio nuove misure per il settore ricettivo").
Come sappiamo, già a partire dal 6 dicembre il Green Pass "base" è diventato obbligatorio anche per i soggiorni in alberghi e strutture ricettive (per approfondimenti, leggi anche "Green Pass e Super Green Pass: in arrivo i Controlli delle prefetture nelle attività ricettive e ricreative"). Questa nuova misura, introdotta nell'ultimo decreto "anti-covid", ha generato dubbi e incertezze nei property manager e nei gestori di alloggi e ubicazioni concesse con modalità di affitto breve.
I dubbi degli host
Il provvedimento, infatti, rende obbligatoria la verifica del certificato "verde" nelle attività che operano nel settore ricettivo, indicando genericamente alberghi e strutture volte all'ospitalità turistica, senza fare esplicito riferimento agli immobili destinati alle locazioni brevi. Per questo motivo, l'AIGAB ha chiesto al Governo di risolvere quest'ambiguità, in modo da chiarire se l'obbligo di Green Pass ha validità anche per questa tipologia di attività.
Sfortunatamente gli imprenditori, ma anche le singole famiglie che fanno investimenti immobiliari e tutti coloro che lavorano nell'indotto non possono vedere le regole cambiare con orizzonti temporali che non consentono una pianificazione. Ci aspettiamo risposte immediate dalla politica.
Questa esigenza nasce dal fatto che molti operatori professionali non prevedono l'esistenza di una reception "fisica" per la verifica del certificato, in quanto hanno provveduto ad automatizzare gli ingressi adottando soluzioni che consentono l'accesso agli immobili mediante self check-in. Ma non è tutto. Come si legge dalla nota resa pubblica dall'associazione, oltre alle spiegazioni in merito alle modalità previste per il controllo del Green Pass , un'altra questione da risolvere riguarda la validità del certificato e l'obbligo di verifica anche durante il soggiorno, nel caso in cui il Green Pass scada mentre l'ospite alloggia in appartamento.
Green Pass e case vacanza: obbligatorio averlo e controllarlo?
Nel cercare di dare una risposta a queste domande, possiamo dire che le nuove regole, con molta probabilità, sono state messe in campo senza fare alcuna distinzione tra soggiorni in hotel e permanenza in modalità casa vacanza o affitto breve (anche perché entrambe le attività, dall'inizio della pandemia, hanno dovuto da sempre adeguarsi alle medesime misure restrittive). Salvo ulteriori chiarimenti da parte del Governo, anche agli host dovrebbe spettare la verifica del Green Pass dei propri ospiti, secondo le stesse modalità previste per gli alberghi e altre tipologie di attività ricettive.
Per quanto rigurda la tipolgia di certificato verde, a partire dal 10 Gennaio e fino al 31 Marzo 2022, bisognerà verificare che gli ospiti siano in possesso del green pass "rafforzato", come previsto dal DL n. 229, andato in vigore il 31 dicembre 2021.






