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Verrà attivata, nei prossimi mesi, la banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi. La piattaforma istituita dal Ministero del Turismo, nasce con lo scopo di redigere statistiche più dettagliate sul settore extralberghiero ed effettuare maggiori controlli sugli affitti brevi

La banca dati raccoglierà non solo le informazioni relative a tutte le attività ricettive, agli alloggi e alle ubicazioni concesse con modalità di affitto breve sul territorio nazionale, ma attribuirà a ciascuno anche un codice identificativo da utilizzare in ogni annuncio pubblicato per la promozione dell'offerta ricettiva.

Vediamo, nel dettaglio, quali sono i dati da inserire in piattaforma, gli obblighi da rispettare e le relative sanzioni previste in caso di mancata comunicazione e pubblicazione del codice identificativo.

Affitti brevi: nuove regole e sanzioni

La banca dati ha come scopo quello di mappare le strutture ricettive extralberghiere, che operano sul territorio nazionale. Le informazioni che dovranno essere inserite in piattaforma riguardano principalmente la tipologia di alloggio, la capacità ricettiva e le autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell'attività (certificazioni relative alle norme di sicurezza, di prevenzione degli incendi, igienico-sanitarie e altre autorizzazioni riguardanti le conformità edilizie, urbanistiche e ambientali).

Contestualmente all'inserimento delle suddette informazioni, la banca dati provvederà all'attribuzione automatica di un codice identificativo da esporre in tutte le comunicazioni riguardati la presentazione e la promozione dei servizi offerti. Saranno obbligati ad esporre il codice identificativo:

  • le strutture ricettive extralberghiere;
  • i proprietari che concedono in locazione breve le proprie unità abitative;
  • gli agenti immobiliari che svolgono attività di intermediazione;
  • i portali telematici di prenotazione.

Per i soggetti che pubblicheranno annunci di promozione privi del codice identificativo, è prevista una sanzione pecuniaria che va da 500 euro a 5 mila euro per ogni attività o alloggio non "schedato". In caso di reiterazione, l'importo della multa verrà maggiorata del doppio. 

Alcune Regioni (come Lombardia, Sardegna, Toscana e Puglia), già prevedono il tracciamento degli affitti brevi mediante l'attribuzione di un codice identificativo regionale, che viene rilasciato in seguito all'invio di una comunicazione al Comune di riferimento. Per le altre Regioni che non hanno ancora adottato questa prassi, sarà la banca dati nazionale ad attribuire il codice ai soggetti obbligati.

Iter e tempistiche di realizzazione della banca dati

L'istituzione della banca dati era stata introdotta dal Decreto Crescita 34/2019, ma da allora, complice la pandemia, non furono prese altre decisioni in merito. A distanza di due anni, il Ministero del Turismo si è detto pronto a riprendere le fila del discorso, attraverso la firma del decreto attuativo con cui vengono stabilite e programmate le pratiche da attuare per l'ufficializzazione definitiva della piattaforma e delle relative novità. 

Tra le priorità, in primis c'è la realizzazione della piattaforma informatica, che avverrà tramite procedura pubblica. Altro nodo da sciogliere riguarda la definizione di un protocollo di intesa con le Regioni e le Province autonome (che sarà siglato entro i 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto ministeriale). Il protocollo non solo ufficializzerà la data di entrata in vigore dell'obbligo di esposizione del codice identificativo, ma sarà utile anche per uniformare le varie legislazioni regionali in materia, in modo da definire chiaramente il confine tra chi svolge professionalmente attività ricettiva e chi invece si occupa di locazione turistica. 

Un'ulteriore stretta sugli affitti brevi

L'istituzione della banca dati e l'attribuzione del codice identificativo ha l'obiettivo di controllare e contrastare forme irregolari di ospitalità anche a fini fiscali. Questa novità andrà a rafforzare le attuali normative che regolamentano gli affitti brevi e, nello specifico:

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