L'introduzione della cedolare secca del 21% sugli affitti brevi non ha sortito gli effetti desiderati. Dei 140 milioni preventivati dal governo, sono entrati nelle casse dello Stato non più di 44 milioni di euro e solo 7.200 contribuenti hanno deciso di adeguarsi alle nuove direttive imposte dall'allora governo Gentiloni. Preso atto dei risultati deludenti della precedente manovra, l'attuale governo ha introdotto nuovi obblighi e nuove strategie per porre fine una volta per tutte all'evasione fiscale prodotta dagli affitti brevi.

Grazie al Decreto Crescita (secondo e terzo comma dell'art. 13 quater del Dl 34/2019 ), l'Agenzia delle Entrate potrà avere libero accesso ai dati inseriti su "AlloggiatiWeb", il portale utilizzato dai gestori di strutture ricettive e dai proprietari di immobili destinati agli affitti brevi per inviare le dovute comunicazioni alla questura competente per territorio. Le informazioni saranno utilizzate esclusivamente per effettuare controlli sulla correttezza degli adempimenti fiscali.

Questi dati, inoltre, saranno impiegati anche per verificare il pagamento della tassa di soggiorno. L'Agenzia delle Entrate, infatti, renderà disponibili le medesime informazioni inserite nella suddetta piattaforma ai Comuni che hanno istituito l'imposta di soggiorno o il contributo di soggiorno.

Banca Dati della Ricettività e Codice Identificativo

Un'altra novità introdotta sempre dal Decreto Crescita (quarto e quinto comma dell'art. 13 quater del Dl 34/2019), riguarda l'istituzione della Banca Dati della Ricettività che conterrà le informazioni relative non solo alle strutture alberghiere ed extralberghiere, ma anche agli immobili destinati alle locazioni brevi. Questa banca dati avrà come scopo principale quello di contrastare forme irregolari di ospitalità ai fini fiscali.

La banca dati della ricettività per combattere l'evasione fiscale degli affitti breviNello specifico, ogni struttura ricettiva, ma soprattutto i proprietari di immobili utilizzati per affitti brevi (principali destinatari della nuova manovra) avranno l'obbligo di registrarsi presso la piattaforma in modo da essere identificati attraverso l'attribuzione di un codice alfanumerico.

Questo codice dovrà essere utilizzato "in ogni comunicazione inerente all'offerta e alla promozione dei servizi all'utenza". In pratica, senza il codice identificativo attribuito dalla banca dati al momento dell'iscrizione, i portali online e le attività di intermediazione immobiliare non potranno pubblicare annunci di affitto. Per coloro i quali non eserciteranno questo obbligo è prevista una sanzione pecuniaria che va dai 500 ai 5.000 euro per annuncio a carico del portale.

Nuovi obblighi anche per la comunicazione dei nominativi degli ospiti

Con l'approvazione del Decreto Sicurezza bis, i gestori di strutture ricettive e i proprietari di immobili destinati agli affitti brevi dovranno comunicare in Questura i nominativi dei propri ospiti entro le 6 ore dal loro arrivo. Questo obbligo si applica per i clienti che soggiornano in struttura solo per una notte, mentre restano invariati i termini per coloro che permangono più di una notte. In questo ultimo caso la comunicazione delle generalità va effettuata entro le 24 ore dal loro arrivo. 

Le informazioni vanno trasmesso attraverso il portale "AlloggiatiWeb" della Polizia di Stato. La mancata comunicazione dei nominativi prevede l'arresto fino a tre mesi o una sanzione pecuniaria fino a 206 euro (come previsto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

Prima dell'approvazione di questo emendamento, i proprietari di appartamenti utilizzati alle locazioni inferiori a 30 giorni erano tenuti a inviare alla Questura le generalità degli inquilini solo in caso di ospiti extracomunitari. Le nuove disposizioni introdotte dal governo Conte hanno esteso questo obbligo senza fare distinzione sulla provenienza degli affittuari.

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