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Confermato il Bonus Ristoranti introdotto dal Decreto Agosto e rivolto alle attività che operano nella somministrazione di cibi e bevande. Il contributo a fondo perduto potrà essere richiesto dalle attività di ristorazione per l'acquisto di prodotti provenienti da filiere agricole, alimentari e vitivinicole italiane. 

Aggiornamento Bonus Filiera

Per gli ultimi aggiornamenti sul Bonus Ristoranti (anche detto "bonus filiera ristorazione"), vedi l'articolo:

Bonus Ristoranti: importi e requisiti

Il Bonus Ristoranti, fortemente voluto dalla Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, è una misura volta a sostenere due settori pesantemente colpiti dagli effetti collaterali di questa pandemia, la ristorazione e la filiera agroalimentare. Con il Decreto Agosto, il Governo mette a disposizione risorse rilevanti (600 milioni a fondo perduto) utili a dare liquidità al sistema e ossigeno alle imprese.

Il contributo potrà essere utilizzato esclusivamente per l'acquisto di prodotti agroalimentari italiani. Per accedere al bonus, le aziende che operano nella ristorazione dovranno dichiarare una perdita di fatturato da marzo a giugno 2020 di almeno il 25% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il finanziamento minimo sarà di 2.500 euro e verrà erogato in 2 fasi (il 90% del contributo verrà anticipato al momento dell'accettazione della domanda). Per i dettagli sulle modalità e le istruzioni per l'accesso al bonus, bisogna attendere il decreto attuativo da parte del Ministero delle Politiche Agricole.

Beneficiari: le attività ammesse

I beneficiari del contributo a fondo perduto dovranno appartenere alle categorie specifiche identificate dal codice ATECO prevalente dell'impresa che fa richiesta. Nel dettaglio, le attività ammesse sono i ristoranti (ATECO 56.10.11), le mense (ATECO 26.29.10) e le attività di catering (ATECO 56.29.20).

La reazione di Coldiretti

Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini ha accolto con soddisfazione l'introduzione di questo nuovo provvedimento, ritenuto necessario per il sostegno e la valorizzazione dell'economia italiana. Gli effetti dell'emergenza sanitaria hanno colpito diversi settori della nostra economia, creando un inevitabile effetto a catena. Con la chiusura delle aziende e l'introduzione dello smart-working, infatti, i consumi extradomestici per colazioni, pranzi e cene fuori casa di circa sono diminuiti del 40%. Questo ha provocato notevoli conseguenze sull'intera filiera agroalimentare, causata da mancati acquisti di cibi e bevande da parte di bar e ristoranti che da sempre hanno tratto dai consumi fuori casa un importante guadagno.

Oltre al sostegno economico, questa misura rappresenta un modo per esaltare il Made in Italy, un'occasione per mostrare maggiore attenzione all'origine dei prodotti e consapevolezza delle difficoltà che il nostro Paese sta affrontando.

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