Il 2025 si chiude con un nuovo balzo in avanti per il turismo in Italia. Secondo i dati della piattaforma Alloggiati Web del Ministero dell'Interno (il portale utilizzato dalle strutture ricettive per comunicare le generalità degli ospiti), gli arrivi complessivi sono aumentati del 7,1%, passando da 173 milioni nel 2024 a oltre 185 milioni nel 2025.
Alberghi vs extra-alberghiero
Il dato più evidente riguarda la diversa velocità di crescita tra comparti:
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Strutture extra-alberghiere: 80.617.418 arrivi nel 2025, in aumento del 13% rispetto al 2024.
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Strutture alberghiere: 104.660.524 arrivi nel 2025, con un incremento del 3% rispetto ai 101.629.754 del 2024.
In pratica, la crescita complessiva è rilevante, ma si concentra più marcatamente nel segmento extra-alberghiero, mentre gli hotel continuano ad avanzare con un ritmo più contenuto.
Sempre più stranieri: +8,7% di arrivi internazionali
Nel 2025 prosegue anche il rafforzamento dell'incoming. Gli arrivi dei turisti stranieri sono saliti a 104.026.448, rispetto ai 95.707.319 del 2024: +8,7%.
Anche la domanda domestica cresce, ma meno della componente estera: gli arrivi di turisti italiani passano da 77.317.707 (2024) a 81.251.494 (2025), pari a +5,1%.
Cosa significano questi numeri per hotel e operatori
Al di là del dato record, il messaggio per le strutture ricettive è chiaro: i mercati esteri pesano sempre di più, e con loro aumentano aspettative, abitudini di viaggio e bisogni molto diversi tra un target e l'altro. Questo richiede un approccio più mirato e concreto: non basta fornire le informazioni in più lingue, ma bisogna far trovare all'ospite - fin dal pre-arrivo - le risposte che cerca, nel modo più semplice possibile.
Per i viaggiatori leisure internazionali (coppie, city-break, tour itineranti) contano soprattutto orientamento e facilità: indicazioni chiare per raggiungere la struttura, info su parcheggi/ZTL, trasporti e orari, suggerimenti su cosa vedere, ticket e prenotazioni, oltre a una comunicazione rapida via WhatsApp o canali simili. Per chi arriva da fuori Italia, anche i dettagli "banali" fanno la differenza: prezzi e tasse spiegati bene, regole della struttura sintetiche, e un check-in che non si trasformi in un collo di bottiglia.
Nel caso dei business traveller, invece, l'aspettativa è spesso legata a efficienza e affidabilità: procedure veloci, fatturazione e documenti senza complicazioni, Wi-Fi stabile, spazi adeguati per lavorare, colazione con orari compatibili con voli e meeting, servizio di late check-out quando possibile. Qui la percezione di qualità passa anche da micro-servizi: una risposta immediata a una richiesta, indicazioni semplici sui servizi disponibili, pagamenti "frictionless" con wallet internazionali.
Per i family traveller (molto presenti in alcune provenienze) diventano centrali servizi pratici e rassicuranti: camere funzionali, culle e accessori, opzioni di colazione adatte ai bambini, info chiare su attrazioni family-friendly, eventuale convenzione con esperienze e attività locali, oltre alla possibilità di gestire richieste in modo rapido senza "telefonate infinite". Per i turisti extra-UE o long haul, spesso pesa di più la necessità di supporto: personale che sappia gestire una richiesta in inglese (meglio se nella lingua dell'ospite), indicazioni su taxi/transfer, assistenza e una comunicazione pre-arrivo che riduca l'incertezza su aspetti pratici o utili per l'ospite.
In parallelo, l'accelerazione dell'extra-alberghiero indica che una parte di domanda cerca formule più flessibili e autonome. Per gli hotel questo non significa inseguire quel modello, ma valorizzare ciò che li rende competitivi: servizi di accoglienza, qualità del sonno, colazione curata, pulizia e standard costanti, assistenza in loco e capacità di risolvere problemi velocemente. Anche la strategia commerciale conta: presidiare bene canale diretto e OTA, lavorare con partner locali e proporre pacchetti o servizi che rendano l'esperienza più semplice (transfer, esperienze, noleggi, ticket, convenzioni).
Infine, più arrivi significa anche più picchi operativi. Se aumentano i flussi, aumenta il rischio di stress su front office e housekeeping. Qui la tecnologia può aiutare, ma con un obiettivo pratico: ridurre tempi e code. Pre-check-in, raccolta dati anticipata, messaggi automatici con info utili, pagamenti digitali, e una pianificazione del personale coerente con giornate e fasce orarie di maggiore afflusso. In sintesi: l'aumento dei volumi è un'opportunità, ma si trasforma in valore solo se l'operatività resta fluida e l'ospite - soprattutto quello internazionale - trova un'esperienza "facile" dall'inizio alla fine.
In sintesi: i numeri chiave
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Arrivi totali: da 173 milioni (2024) a oltre 185 milioni (2025) → +7,1%
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Hotel: da 104.660.524 (2025) a 101.629.754 (2024) → +3%
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Extra-alberghiero: 80.617.418 (2025) → +13%
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Stranieri: da 104.026.448 (2025) a 95.707.319 (2024) → +8,7%
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Italiani: da 81.251.494 (2025) a 77.317.707 (2024) → +5,1%






