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Nelle ultime settimane diversi media generalisti e alcune testate di settore hanno creato confusione sulle tempistiche, facendo pensare erroneamente che da agosto 2026 scattasse il divieto per le bustine monodose (ketchup, maionese, zucchero, ecc.) e per i mini-flaconi negli hotel (ad esempio per la linea cortesia). In realtà, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) si applica dal 12 agosto 2026, ma le restrizioni specifiche che vietano alcuni formati monouso scattano dal 1° gennaio 2030.

Detto in modo semplice: agosto 2026 non è la data in cui spariscono le bustine, è la data di avvio del Regolamento, con una serie di obblighi e requisiti (non tutti legati ai monodose). Il vero cambiamento per confezioni monodose e prodotti di cortesia monouso avverrà solo nel 2030.

Nei prossimi paragrafi faremo chiarezza su date, obblighi e divieti - in modo particolare per il settore ricettivo e per le attività di somministrazione di cibi e bevande.

Quando una data "fa notizia" più della norma

Negli ultimi tempi il regolamento europeo PPWR è diventato uno di quei casi in cui la iper-semplificazione porta ad errori grossolani. Alcune testate - anche molto note e generalmente affidabili - hanno rilanciato l'idea che "da agosto 2026" sarebbero sparite bustine di ketchup, maionese e altri prodotti monodose, e a ruota molti canali informativi hanno ripreso la notizia senza verificare gli articoli della normativa europea, gli allegati e le scadenze reali.

Il risultato è un classico effetto domino: una data corretta (12 agosto 2026, avvio dell'applicazione del regolamento) diventa, per sintesi eccessiva, la data di un divieto che in realtà scatta nel 2030.

Le date da segnare e le disposizioni per il settore HoReCa

Oltre ai divieti sulle confezioni monodose, esistono altre disposizioni che hanno comunque un impatto sul settore, perché incidono su materiali, procedure di servizio e scelte di acquisto già prima del 2030.

12 agosto 2026 - il Regolamento inizia ad avere effetti in alcuni ambiti specifici

Da questa data iniziano a valere molte disposizioni del PPWR. Tra quelle più rilevanti per l'HoReCa, c'è anche un tema di conformità degli imballaggi a contatto con alimenti: il Regolamento introduce limiti PFAS per il packaging a contatto con gli alimenti e altre prescrizioni su sostanze presenti nei contenitori, in modo da rendere gli alimenti più sicuri per il consumo.

12 febbraio 2027 e 12 febbraio 2028 - take-away: refill e riuso

Prima ancora dei divieti che scatteranno nel 2030, il PPWR interviene sul take-away:

  • entro il 12 febbraio 2027: bar, ristoranti e locali che vendono bevande o cibi pronti da asporto devono prevedere un sistema per permettere al cliente di usare un proprio contenitore, senza sovrapprezzo o condizioni peggiori.

  • entro il 12 febbraio 2028: deve essere offerta anche un'opzione in imballaggi riutilizzabili, inquadrati dentro un apposito sistema di riuso (con alcune esenzioni, ad esempio per micro-imprese, e con obiettivi progressivi dal 2030).

1° gennaio 2030 – divieti sui formati monouso (Allegato V)

Da questa data, l'art. 25 del PPWR vieta di immettere sul mercato determinati formati e usi di packaging elencati nell'Allegato V. È qui che rientrano molte monodosi in plastica e anche parte dei prodotti di cortesia monouso in hotel e altre strutture ricettive.

Monodose e monouso: cosa vieta il PPWR dal 1° gennaio 2030

Hotel e strutture ricettive (linea cortesia)

Per il settore ricettivo, il regolamento indica il divieto (dal 2030) di imballaggi monouso per cosmetici, igiene e prodotti da bagno destinati a una singola prenotazione e pensati per essere buttati prima dell'arrivo dell'ospite successivo. Ad esempio, non potranno più essere fornite agli ospiti boccette di shampoo e bagnoschiuma, flaconcini di sapone per le mani, saponette avvolte in bustine.

In pratica, il perimetro della normativa include i mini-flaconi classici da set cortesia, oltre a qualsiasi altra configurazione monodose che oggi viene usata per ragioni di praticità o branding (dato che spesso sono personalizzate con il logo della struttura).

Ristorazione, bar e locali

L'Allegato V include il divieto di imballaggi in plastica monouso con porzioni individuali per: condimenti (ad esempio le classiche bustine di ketchup e maionese), conserve, salse, crema per il caffè e zucchero quando usati nel settore HoReCa. Tra gli esempi citati esplicitamente dalla normativa, rientrano : bustine, vaschette, mini-vasetti e mini-confezioni monodose.

Attenzione alle eccezioni, utilissime per chi lavora con l'asporto:

  • la restrizione non vale quando la monodose è fornita insieme a cibo take-away pronto destinato al consumo immediato senza ulteriore preparazione;

  • oppure quando serve per sicurezza e igiene in strutture con necessità mediche (ospedali, cliniche, case di cura).

Oltre alle monodosi, l'Allegato V interviene anche su un altro ambito tipico del consumo sul posto: alcuni imballaggi monouso in plastica utilizzati per servire cibi e bevande riempiti direttamente nel punto vendita e destinati a essere consumati all'interno dei locali (ad esempio piatti, bicchieri e contenitori).

Sui contenitori riempiti e consumati nei locali, Il PPWR prevede che gli Stati membri possano concedere una deroga alle microimprese (cioè alle realtà più piccole), ma solo a condizioni precise: quando l'alternativa al monouso non è tecnicamente fattibile oppure quando l'operatore non può accedere alle infrastrutture necessarie per far funzionare un sistema di riuso (ad esempio: raccolta, lavaggio idoneo, logistica di rientro e redistribuzione dei contenitori). In pratica, può riguardare attività come food truck, chioschi mobili o punti ristoro temporanei.

Con cosa verranno sostituite bustine e mini-flaconi

Molte strutture (soprattutto hotel) hanno già iniziato da anni, per ragioni di sostenibilità e costi, a passare a soluzioni alternative. Il PPWR rende questa traiettoria più standard e, dal 2030, obbligatoria per il settore HoReCa.

In hotel e strutture ricettive, la sostituzione più tipica sarà:

  • dispenser ricaricabili (a parete o free-standing) per shampoo, doccia-schiuma, sapone mani, lozioni;

  • ricariche in formati bulk (taniche/cartucce) con sistemi anti-manomissione, etichettatura e tracciabilità;

  • ripensamento del set cortesia brandizzato: meno contenitori mini, più accessori durevoli o packaging non monouso (dove compatibile).

In bar, ristoranti e altri locali di somministrazione di cibi e bevande, per condimenti e affini:

  • bottiglie/squeezer riutilizzabili o contenitori multi-porzione (con gestione igienica e procedure di ricarica);

  • porzionatura interna (ad esempio ciotoline e contenitori lavabili) in alternativa alla bustina;

  • Per l'asporto conviene tenere conto dei nuovi obblighi e delle date: dal 2027 i clienti dovranno poter usare un contenitore personale (BYO, Bring Your Own container) e i gestori dovranno prevedere soluzioni di riempimento (refill) di contenitori portati dal cliente. Dal 2028, inoltre, andrà proposta anche un'opzione che preveda imballaggi riutilizzabili. Per molte attività, quindi, la revisione di processi e forniture inizierà comunque prima del 2030.

Meno praticità ma più rispetto per l'ambiente 

In sintesi, anche se le scadenze non sono nell'immediato futuro, conviene iniziare già ora a impostare il lavoro in modo ordinato: chiarire internamente le scadenze (divieti sulle monodosi dal 1° gennaio 2030), individuare dove oggi si usano i formati monouso (dalle bustine in sala ai prodotti di cortesia in camera) e confrontarsi con i fornitori sulle soluzioni alternative e sulla conformità dei materiali.

È vero, alcune sostituzioni possono significare rinunciare a una parte di quella praticità che gestori e clienti hanno imparato ad apprezzare. Tuttavia, se gestito con attenzione (all'esperienza dell'ospite e alla qualità percepita), il passaggio può diventare anche un'occasione concreta per rafforzare l'immagine della struttura o del locale, comunicando in modo credibile un impegno ambientale e una maggiore cura per la sostenibilità, senza ridurlo a un semplice adempimento normativo.

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