I piccoli comuni a vocazione turistica chiudono il 2025 in positivo, con un aumento delle presenze (+7%) e degli arrivi (+8%) rispetto all'anno precedente. Queste destinazioni arrivano a rappresentare circa il 20% dei pernottamenti. Un dato che indica una domanda più dinamica e più distribuita sul territorio, con effetti positivi su stagionalità, flussi e progettazione dell'offerta.
A trainare questa crescita sono in particolare i mesi di spalla, con incrementi che risultano significativi in alcuni periodi dell'anno. Aprile 2025, ad esempio, viene indicato come mese di forte accelerazione, con un aumento delle presenze superiore al 26% nei piccoli comuni. In pratica, l'andamento positivo è più marcato quando la domanda si sposta su motivazioni di viaggio meno legate al picco stagionale e più a esperienze di territorio, tra attività all'aria aperta, itinerari culturali e proposte enogastronomiche.
Numeri di questa portata mostrano la capacità dei piccoli comuni di intercettare flussi fuori stagione, contribuendo da un lato a rafforzare contesti regionali meno consolidati e dall'altro a sostenere la destagionalizzazione su scala nazionale, grazie a una distribuzione più equilibrata delle presenze e ad un alleggerimento della pressione sulle destinazioni già affermate.
Nuovi fondi per i piccoli comuni: obiettivi e direttrici di intervento
A supporto di questo trend contribuiscono anche le misure di sostegno stanziate per rafforzare l'attrattività delle destinazioni minori. Ci riferiamo al fondo del MiTur di 34 milioni di euro dedicato ai piccoli comuni, che ha generato un impatto economico stimato di quasi 100 milioni e un moltiplicatore pari a circa 3,07. Un risultato che evidenzia la capacità della misura di attivare filiere e redditi nei contesti locali.
In continuità con questa impostazione, per il 2026 è previsto un ulteriore investimento da 60 milioni di euro, finanziato attraverso fondi di coesione e sviluppo, e destinato ancora a piccoli comuni. La scelta si inserisce in un contesto in cui, nonostante i segnali positivi, la distribuzione dei flussi rimane fortemente sbilanciata e richiede interventi mirati per rendere la crescita più equilibrata.
A confermare questa priorità è il rapporto 2025 curato da The European House – Ambrosetti, secondo cui il sovraffollamento turistico in Italia interessa soltanto il 4% del territorio, dove si concentra circa il 75% dei flussi, mentre il restante 96% risulta esposto a fenomeni di undertourism. In questo quadro, gli interventi a sostegno delle destinazioni minori puntano anche a riequilibrare la domanda, favorendo la promozione di mete alternative e una gestione più sostenibile delle presenze.






