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Il Ministero dell'Interno ha avviato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che ha annullato la circolare sull'obbligo di check-in de visu per gli affitti brevi. La misura, introdotta attraverso una circolare ministeriale, prevedeva il riconoscimento diretto degli ospiti al momento dell'arrivo, con l'obiettivo di rafforzare i controlli e la sicurezza nelle locazioni turistiche temporanee.

Secondo il Viminale, il riconoscimento in presenza rappresenta un presidio essenziale per prevenire l'utilizzo improprio delle locazioni brevi, garantire la trasmissione corretta dei dati alle autorità e tutelare la sicurezza pubblica, soprattutto in vista di eventi di grande richiamo come il Giubileo.

La posizione del Tar e i motivi della contestazione

Il Tribunale amministrativo ha ritenuto eccessiva la misura, sostenendo che l'obbligo di check-in in presenza non rispetta il principio di proporzionalità e non è coerente con la normativa vigente in materia di privacy e digitalizzazione. Secondo i giudici, oggi esistono strumenti tecnologici in grado di garantire un riconoscimento da remoto sufficientemente sicuro, capace di bilanciare le esigenze di sicurezza con i diritti degli operatori e degli ospiti (per approfondire leggi anche "Affitti Brevi: il TAR del Lazio Annulla l'Obbligo di Check-In in Presenza")

Il dibattito sull'obbligatorietà del check-in de visu si trascina da tempo e il nuovo ricorso punta a far valere nuovamente la linea del riconoscimento diretto. L'esito del contenzioso legale potrebbe influenzare l'evoluzione della normativa in materia di locazioni brevi.

Il Giubileo e le attese disattese del mercato degli affitti brevi

Nel frattempo, sul fronte economico, le previsioni legate al boom del turismo per l'Anno Santo non stanno trovando riscontro nella realtà. Nonostante le stime iniziali ipotizzassero l'arrivo di 35 milioni di visitatori e un giro d'affari pari a 17 miliardi di euro, i dati attuali non sembrano confermare tali previsioni. A Roma, molti proprietari hanno puntato sugli affitti brevi, nella speranza di intercettare un aumento della domanda che però, finora, non si è concretizzato.

I dati dell'Osservatorio delle Camere di Commercio mostrano che, nonostante l'incremento dell'offerta - con circa 10 mila alloggi in più rispetto al passato - il tasso di occupazione delle strutture in affitto breve è sceso dal 78% al 70%, con un conseguente calo della redditività.

Le cause di questo rallentamento sono diverse: aspettative troppo elevate, una promozione internazionale insufficiente, ritardi nei lavori pubblici e un sistema dei trasporti ritenuto inadeguato. Inoltre, molti pellegrini in visita per il Giubileo optano per sistemazioni economiche, spesso in strutture religiose o fuori dal centro, mentre una parte del turismo tradizionale tende a evitare la Capitale per timore del sovraffollamento e delle difficoltà logistiche.

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