Prosegue il dibattito sugli affitti brevi, a riaccenderlo le richieste dei sindaci, che hanno evidenziato come le locazioni turistiche stanno incidendo sul problema abitativo, soprattutto nei centri storici. A sollevare la questione, il sindaco di Bergamo, che ha espresso la necessità di fornire ai singoli comuni strumenti utili per arginare questo fenomeno. 

Ecco le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, nel corso di un'intervista:

Le misure adottate dal governo, dall'obbligo del codice identificativo alla classificazione delle attività di impresa, possono contribuire a ridurre l'abusivismo e a evitare fenomeni elusivi, ma non frenano l'avanzata delle locazioni turistiche a scapito di quelle residenziali. I sindaci chiedono quello che il Parlamento ha concesso a Venezia nel 2022: la possibilità di adottare un regolamento che ponga un tetto alla trasformazione d'uso degli appartamenti nei centri storici, per evitare che la residenza ne sia progressivamente espulsa.

Nello specifico, oltre alle misure adottate dal governo, che hanno principalmente lo scopo di evitare abusivismo ed evasione, i sindaci chiedono soluzioni per frenare l'avanzata delle locazioni turistiche, che stanno provocando non poche conseguenze sulle locazioni residenziali. Nello specifico, la richiesta è quella di applicare un regolamento simile a quello concesso dal governo al comune di Venezia nel 2022, che prevede un tetto alla destinazione d'uso degli appartamenti nei centri storici, in modo da preservare la residenzialità.

Alessandro Capozzi, presidente di Federalberghi di Ascom Bergamo, ha appoggiato le preoccupazioni espresse dai sindaci, evidenziando il rischio di una crescita incontrollata degli affitti brevi, che potrebbe portare a scenari simili a quelli osservati anche in altre città italiane come Venezia, Firenze e Napoli, con una trasformazione radicale dei centri storici e la scomparsa delle attività tradizionali.

Rispetto alle misure governative, Capozzi riconosce l'importanza di combattere l'abusivismo, ma, nel contempo, suggerisce l'applicazione di una fiscalità agevolata per sostenere forme di affitto tradizionale (ad esempio contratti di locazione 4+4) e fornire strumenti legislativi legati agli sfratti come forma di garanzia per i proprietari immobiliari.

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