La notizia tanto attesa dagli albergatori sull'approvazione del senato (vedi annullamento della Parity Rate) non ha portato un cambiamento di atteggiamento da parte di Booking.com, almeno per il momento. Dopo non molto tempo dall'approvazione al Senato dell'articolo 50 del disegno di legge concorrenza, infatti, sono già emerse numerose polemiche in merito all'atteggiamento non corretto adottato da Booking.com.

A quanto pare, il portale di prenotazione online ha deciso di non variare le proprie politiche, ne dal punto di vista contrattuale, ne tantomeno sulla propria piattaforma, lasciando, come da immagine datata 23 settembre 2016, la vecchia dicitura "Miglior Prezzo Garantito" accanto al risultato di Google (annuncio sponsorizzato), quando si cerca un hotel in una città Italiana, perpetuando l'applicazione delle ormai famose clausule della Parity Rate, il cui iter legislativo è in fase molto avanzata ma non ancora completamente concluso, a differenza di altri paesi europei che hanno già abolito queste clausole in maniera definitiva.

In figura, la dicitura "miglior prezzo garantito" da parte di Booking.com, quando si cerca su Google un hotel in una città Italiana.

L'atteggiamento di non volersi adeguare a questa nuova normativa è stato ancora confermato da una email inviata da Booking ad un gestore di una struttura ricettiva, e segnalata da Federalberghi, in cui si comunicava che, in merito alla politica di "Best Price Guarantee", il prezzo riportato sul sito sito di Booking doveva coincidere, o essere non inferiore al prezzo riportato anche su altri portali di prenotazione online.

L'accaduto ha mandato su tutte le furie l'associazione di categoria, che ha deciso di inviare una segnalazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

"In altri termini - afferma Alessandro Nucara, Direttore Generale di Federalberghi - la timida decisione assunta dall'Antitrust Italiana, già di per sé insufficiente a stabilire corrette condizioni di mercato, viene del tutto svuotata di contenuti al momento della concreta applicazione. È quindi urgente che il Parlamento italiano ponga fine a questa commedia degli inganni, mettendo completamente al bando le clausole di Parity ed assicurando al nostro Paese il medesimo livello di protezione vigente in Francia e in Germania a tutela dei consumatori e delle imprese."

Quindi, in Francia o in Germania l'annuncio publicato da Booking.com nei link sponsorizzati di Google sarebbe illegale.

Intanto che l'iter legislativo si avvia alla sua conclusione (si spera a breve), già da qualche tempo, alcune strutture ricettive stanno introducendo un'analoga campagna sul loro sito web, introducendo la dicitura "Miglior Tariffa Garantita al 100%", in modo specifico sulla pagina dei prezzi e su quella di richiesta disponibilità. Come nell'esempio sottostante:

Parity rate hotel, dicitura miglior tariffa garantita sul sito web 

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