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Contributi a fondo perduto - Cassa integrazione - Decontribuzione per le partite Iva

Vediamo quale nuovo percorso si prospetta per l'approvazione del Decreto Sostegni (ex Decreto Sostegni). Il provvedimento era atteso a fine gennaio e aveva lo scopo di sostenere quelle attività maggiormente colpite dalle restrizioni messe in campo durante le vacanze natalizie e nel periodo immediatamente successivo, con l'istituzione delle zone arancioni nella gran parte delle regioni italiane.

Con l'apertura della crisi di governo, il decreto ha subito una battuta d'arresto. Inizialmente si era pensato di tenere fuori gli aiuti anti Covid dalle vicende politiche in corso, facendoli rientrare negli "affari correnti" che il governo uscente avrebbe dovuto assolvere durante questa fase di transizione, in attesa dell'insediamento di un nuovo esecutivo. Ma dalle ultime consultazioni è emersa la necessità di affidare al Governo Draghi la decisione definitiva sui Sostegni.

Quale sarà l'effetto del Decreto Sostegni?

Il testo del decreto era pronto per essere messo al vaglio del Consiglio dei Ministri. Imprese e lavoratori erano in attesa dell'approvazione definitiva, vedendo in questo provvedimento l'occasione di recuperare parte delle perdite registrate nel corso del 2020. Nonostante ciò, a seguito di specifiche valutazioni, si è pensato di non rimettere questa importante decisione nelle mani di un governo uscente. Gli aiuti economici vanno assegnati con urgenza e questa consapevolezza ha fatto emergere la necessità di un governo nel pieno esercizio delle sue funzioni.

Le ingenti cifre da destinare alle aziende italiane, hanno reso obbligata questa decisione. I 32 miliardi di euro previsti dal Sostegni devono essere distribuiti alle attività costrette alla serrata o che hanno subito una riduzione dell'orario di apertura. Ma non è tutto. Compreso nel pacchetto dei ristori, ci sono 10 miliardi destinati alla cassa integrazione, all'indennità di disoccupazione, alla decontribuzione per le partite Iva e al reddito di cittadinanza (argomento spinoso molto dibattuto dalle diverse forze politiche). Molte, dunque, le questioni lasciate aperte da questa inaspettata crisi di governo, verificatasi in un momento storico davvero molto delicato per il Paese. 

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto, per esempio, il provvedimento redatto dal governo uscente aveva introdotto importanti novità e, nello specifico, nuovi meccanismi di accesso agli incentivi. I nuovi criteri, infatti, prevedevano l'eliminazione del vincolo dei codici ATECO, ampliando così la platea dei beneficiari. Anche i requisiti riguardati il calo del fatturato avevano subito alcuni cambiamenti, in quanto si sarebbe presa in considerazione la perdita di fatturato dell'intero 2020. Queste valutazioni saranno confermate dalla nuova squadra di governo? Saranno confermati questi requisiti? Sarà convalidata la soglia di fatturato del 33% per accedere ai contributi? Con l'eliminazione dei codici ATECO, i liberi professionisti potranno essere inclusi tra i beneficiari? 

Oltre alla distribuzione delle risorse, il nuovo governo tecnico dovrà procedere ad una revisione di alcuni punti contenuti nel decreto. Primo tra tutti quello riguardante i licenziamenti. Alla luce dei nuovi dati Istat relativi al mercato del lavoro, la nuova squadra di governo dovrà discutere sulla proroga del blocco ai licenziamenti, la cui scadenza è prevista per il 31 marzo 2021. L'ipotesi potrebbe essere quella allungare il blocco fino al 30 aprile per tutti, per concederlo successivamente solo alle imprese ai lavoratori che versano in situazioni più difficili.  

Tra i settori in maggiore attesa ci sono sicuramente il turismo e la ristorazione, ma intere filiere produttive italiane attendono risposte in merito agli aiuti finanziari ad imprese e cittadini. 

Approvazione Decreto Sostegni

Questi i fattori che hanno fatto slittare l'approvazione del provvedimento e di passare al Governo Draghi il compito di prendere nuove decisioni che tengano in considerazione l'attuale situazione economica del Paese e gli aggiornamenti sull'emergenza Covid. Molti sperano che questo ritardo non abbia effetti negativi sull'economia italiana e che, con l'insediamento del nuovo governo, si lavori con priorità sulle forme di sostegno da destinare alle imprese e ai lavoratori.

 

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