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L'iniziativa ha come scopo quello di salvare il turismo italiano, fortemente colpito dall'emergenza Covid. Ma quali sono le misure messe in campo per garantire la ripartenza di uno dei settori più importanti per l'economia italiana?

Attraverso il Fondo Nazionale per il Turismo, saranno stanziati, in 3-5 anni, fino a 2 miliardi di euro per sostenere e valorizzare gli alberghi italiani, riconosciuti e apprezzati dal mercato nazionale e internazionale. Nello specifico, la Cassa Depositi e Prestiti mobiliterà 750 milioni di euro, mentre il Mibact finanzierà 150 milioni di euro grazie ad un fondo fondo istituito dal Decreto Rilancio. Investitori terzi, invece, potranno dare il loro contributo per la restante parte.

Come dichiarato dalla Cassa Depositi e Prestiti, con il fondo sarà possibile "valorizzazione degli asset immobiliari, con particolare riferimento agli alberghi storici e iconici su tutto il territorio nazionale"; quindi sarà consentito acquistare alberghi o quote degli stessi (nelle intenzioni del provvedimento c'è anche la volontà di evitare che molte strutture finiscano nelle mani di investitori esteri).

Ai proprietari delle strutture sarà garantito il diritto di riacquisto, che potrà essere esercitato in un lasso di tempo congruo rispetto alle stime di ripresa del mercato ricettivo internazionale. Questa opportunità, infatti, rappresenta per gli albergatori un'occasione per riequilibrare la loro situazione economico-finanziaria, in modo da valutare come e quando rientrare in possesso della propria struttura. Inoltre, la Cassa Depositi e Prestiti ha precisato che:

"... ove possibile, si promuoverà il reinvestimento dei proventi della vendita nell'attività di gestione, sostenendo l'occupazione e il miglioramento degli standard qualitativi delle catene alberghiere del Paese."

Ricordiamo che l'iniziativa è stata intrapresa per far fronte all'enorme calo che il turismo ha subito non solo nella fase di lockdown, ma anche nel periodo successivo. Anche se durante la stagione estiva si è cercato di risalire la china, non possiamo non considerare l'assenza di introiti provenienti dai visitatori esteri (circa 24 miliardi di euro) e il numero di alberghi che hanno optato per la non riapertura (soprattutto nelle grandi città).

Ad infondere positività sul futuro del settore turistico italiano, non solo il Fondo Nazionale per il Turismo ma anche altre misure attualmente al vaglio del Governo. Ci riferiamo al Recovery Fund, di cui una cospicua percentuale sarà destinata ad interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare ricettivo, specialmente nel Mezzogiorno d'Italia.

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