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Esteso l'obbligo di tampone per chi arriva dai Parigi e dai dipartimenti della Francia più colpiti dalla seconda ondata di contagi e per questo dichiarati zone di circolazione attiva del virus. Questa è una delle novità riportate nell'ultima ordinanza firmata dal Ministro della Salute, che resterà in vigore fino al prossimo 7 ottobre.

L'aumento dei casi di Coronavirus in Europa e nel Mondo ha spinto il Governo ad introdurre nuove restrizioni per chi viaggia in Italia, in modo da contenere la diffusione del virus sul territorio nazionale e non vanificare i sacrifici fatti finora. Nei prossimi paragrafi, facciamo il punto della situazione e vediamo nel dettaglio quali sono i Paesi ritenuti più a rischio e i protocolli da seguire in base a luogo di provenienza. 

Paesi con obbligo di tampone

Fino al 7 ottobre (salvo successivi aggiornamenti), il Governo italiano richiede obbligo di tampone ai viaggiatori provenienti dai seguenti Paesi europei:

  • Croazia
  • Grecia
  • Malta
  • Spagna
  • Francia (nello specifico i dipartimenti di Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Ilȇ -de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra).

Chi arriva da una di queste nazioni dovrà presentare un attestato con cui si dichiara di aver effettuato un tampone (con esito negativo) 72 ore prima dell'ingresso in Italia. In mancanza di questa documentazione, sarà possibile effettuare il test in aeroporto o altro luogo di confine, oppure presso una Asl di riferimento entro e non oltre le 48 ore dall'arrivo. 

Paesi con obbligo di quarantena

L'elenco dei Paesi che devono osservare l'isolamento fiduciario (con relativa sorveglianza sanitaria), non ha subito sostanziali modifiche. L'obbligo di quarantena, infatti, vige ancora per:

  • Romania
  • Australia
  • Canada
  • Georgia
  • Giappone
  • Nuova Zelanda
  • Ruanda
  • Repubblica di Corea
  • Tailandia
  • Tunisia
  • Uruguay

Unica novità riguarda la Bulgaria. Per chi proviene da questa nazione non è più previsto l'isolamento fiduciario di 14 giorni al momento dell'ingresso in territorio italiano. Resta, invece, l'obbligo di compilare l'autocertificazione per l'ingresso in Italia dall'estero, in cui bisogna specificare la località da cui si rientra e i Paesi dove si è viaggiato negli ultimi 14 giorni.

Divieto d'ingresso in Italia

Anche la lista dei Paesi per cui è stato posto il divieto di ingresso è rimasta pressoché immutata. Ancora bloccati, infatti, gli arrivi in Italia per chi ha soggiornato o transitato, nei 14 giorni precedenti, in queste nazioni:

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Bosnia Erzegovina
  • Brasile
  • Cile
  • Colombia
  • Kosovo
  • Kuwait
  • Macedonia del Nord
  • Moldova
  • Montenegro
  • Oman
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana

Ovvio che, per i cittadini italiani che hanno residenza in Italia l'ingresso è garantito con obbligo di quarantena al momento del rientro in territorio italiano. Stessa situazione per gli spostamenti che avvengono in presenza di precise motivazioni (lavoro, salute, studio o diversa e assoluta urgenza).

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