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I professionisti del settore turistico-albeghiero considerano poco efficaci le misure messe in atto dal Governo per far fronte all'emergenza Covid-19. Le associazioni di categoria si sono fatte portavoce di questo malcontento e hanno sottolineato la necessità di aiuti più incisivi per la tutela delle imprese turistiche (soprattutto per venire incontro alla conseguente mancanza di liquidità).

Il settore turistico rappresenta il 13% del PIL nazionale ed è costituito da una filiera complessa, che coinvolge tantissime realtà, tra alberghi, compagnie aeree, trasporti, agenzie di viaggi e tour operator. Per questo motivo, tra le soluzioni proposte dalle associazioni di categoria, c'è l'istituzione di un fondo nazionale emergenze che possa assicurare la continuità aziendale del comparto, indennizzando le cancellazioni registrate e l'impossibilità di produrre fatturato.

L'introduzione di altre misure, non contemplate dal decreto, potrebbero essere necessarie per venire incontro alle principali esigenze dei professionisti del settore ricettivo. Tra i provvedimenti invocati dalle associazioni, ad esempio, ci sono gli aiuti a chi paga dei canoni di affitto e dei contributi che possano in parte sollevare gli albergatori per le cancellazioni subite e per le mancate prenotazioni. Inoltre, per poter riemergere in tempi rapidi ad emergenza conclusa, è importante progettare già da subito contromisure a sostegno della domanda (come il credito di imposta per le vacanze in Italia).

Il settore alberghiero ed extralberghiero

Le misure per i lavoratori e le imprese introdotte dal Governo, sono state giudicate positive ma non sufficienti dagli albergatori. Alla presentazione degli ultimi provvedimenti, Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha mostrato alcune perplessità: 

Mancano all'appello due misure importanti: una forma di ristoro per le aziende danneggiate dalla crisi e un incentivo agli italiani che effettuano le vacanze in Italia. Si tratta di passaggi fondamentali per consentire al sistema di fronteggiare una situazione drammatica e per iniziare a programmare il ritorno alla normalità, facendo leva sulla clientela italiana, che storicamente costituisce il nostro primo bacino di riferimento.

I rinvii dei termini per il pagamento di Iva, ritenute e contributi e la moratoria sui mutui, hanno rappresentato per il comparto alberghiero una soluzione necessaria. Ma ci sono anche altre scadenze che ricadono sui gestori e che in questo momento destano non poche preoccupazioni. Oltre al pagamento di Imu e Tari, non si possono non citare le strutture (circa ventimila) che vengono gestite con contratto di affitto o formule simili.

Richieste e proposte dedicate al settore extralberghiero sono state inviate anche da Claudio Cuomo, presidente nazionale di Aigo (associazione Confesercenti dell’ospitalità diffusa). 

Il credito di imposta sugli affitti prevede un versamento di affitto ai proprietari delle mura: ma per la maggior parte dei gestori non sarà possibile avere la liquidità, non avendo lavorato a marzo e con la prospettiva di non lavorare nemmeno ad aprile e maggio. Servono subito provvedimenti per tutelare le opportunità di lavoro e di valorizzazione immobiliare che il settore offre a tutta l'economia del Paese.

Agenzia di viaggio e Tour Operator

Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, ha esposto le necessità del settore del turismo organizzato, evidenziando la ricadute che le agenzie di viaggi e tour operator stanno subendo a causa dell'emergenza Covid-19.

Per le agenzie di viaggi che abbiano subito una riduzione delle attività, rispetto alla media del corrispondente periodo del triennio 2017-2019, serve il riconoscimento di una somma fino al cento per cento del suddetto decremento, nel limite massimo di 200 mila euro, reperendo le risorse anche con il contributo del Fondo solidarietà Ue.

Tra le misure straordinarie richieste, oltre alla proposta di un Fondo Nazionale Emergenze, per l'indennizzo sulle mancate vendite e cancellazioni, e alle misure introdotte dal Decreto "Cura Italia" (la cassa integrazione in deroga e la moratoria su finanziamenti e mutui), sarebbe opportuno attuare la cancellazione degli adempimenti fiscali e contributivi per tutto il periodo dell'emergenza.

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