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Mentre si sta cercando di arginare l'emergenza sanitaria da Coronavirus, gli operatori del settore turistico-ricettivo provano a rispondere al crescente numero di disdette. Il dubbio principale riguarda la legittimità delle richieste di rimborso a seguito di uno scioglimento unilaterale degli accordi e la cancellazione della prenotazione.

Le più importanti OTA stanno "imponendo" agli albergatori presenti sui portali di cancellare le prenotazioni su richiesta, anche nel caso in cui sono previste delle penali, con la restituzione delle somme versate. Anche in questo caso ci sono ovviamente interpretazioni contrastanti dal punto di vista legale.

L'obiettivo, ormai, sembra spostarsi verso la stagione estiva, in uno scenario molto incerto, cercando di limitare i danni e incoraggiando le prenotazioni cancellabili o date flessibili, come hanno fatto alcuni tour operatori e gruppi internazionali.

Le norme sulla cancellazione di viaggi e soggiorni in hotel

Coronavirus e turismo: come far fronte alle cancellazioni delle prenotazioni in hotelDal punto di vista legale, non esiste una normativa uniforme che regola le disdette nel settore turistico. Le norme sono diverse a seconda dei soggetti coinvolti e del tipo di contratto stipulato.

Tra i diversi operatori sono compresi gli alberghi, b&b, strutture ricettive extra-alberghiere, tour operator, OTA e portali di prenotazione online (come Booking e Expedia), compagnie aeree e di trasporto, gestori di immobili e piccoli proprietari che propongono, con la formula degli "affitti brevi", i loro appartamenti su piattaforme come Airbnb.

Come sottolineato da alcuni analisti, la "causa di forza maggiore" non ha un riscontro diretto nel nostro ordinamento, e non è sempre immediato identificare l'emergenza coronavirus con la forza maggiore, almeno non in tutte le circostanze.

Come già accennato, le norme sulla cancellazione (e sull'eventuale restituzione di quanto già versato) sono diverse a seconda che si acquisti un pacchetto turistico tramite un tour operator (in questi casi il rimborso è totale), si prenoti in albergo, oppure da un host privato su Airbnb (per i quali si applica la normativa sulle locazioni).   

Nei casi più generali, le fonti giuridiche che possono essere richiamate sono le seguenti:

1) Recesso sui viaggi e pacchetti turistici in circostanze straordinarie (art. 41, Codice del Turismo)

«In caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un'incidenza sostanziale sull'esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima dell'inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, ed al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto, ma non ha diritto a un indennizzo supplementare».

2) Scioglimento del contratto per impossibilità (art. 1463 c.c.) o eccessiva onerosità sopravvenuta (art. 1467 c.c.)

«La parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione e deve restituire quella che abbia già ricevuta».

«Se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione può domandare la risoluzione del contratto...».

3) Revoca (cancellazione) della prenotazione alberghiera (Cass., sez. III civ., n. 17150 del 3/2/2002)

«La revoca della prenotazione da parte del cliente integra unilaterale sottrazione al vincolo contrattuale e determina l’obbligazione di tenere indenne della perdita subita l'albergatore che non abbia effettivamente utilizzato la camera per il periodo prenotato».

4) Cancellazione per le locazioni brevi (art. 3, comma 6, L. 431/1998)

«Il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi».

Quindi, volendo attenersi alla normativa in materia di cancellazioni, il rimborso è garantito dal nostro ordinamento solo nel caso dei trasporti (come per i viaggi aerei) e pacchetti turistici, per i quali è previsto il rimborso totale in caso di circostanze straordinarie.

Invece, la cancellazione della prenotazione in hotel dovuta al recesso unilaterale (cioè dovuta ad una decisione personale) non comporta in modo automatico la restituzione di quanto versato, e un'eventuale richiesta di questo tipo non trova riscontro nel nostro ordinamento. Allo stesso modo per gli affitti brevi, la richiesta di restituzione della caparra in caso di recesso non è contemplata nella normativa sulle locazioni.

Per quanto riguarda il settore ricettivo, come alternativa al rimborso, uno degli strumenti più validi da proporre - che può essere una giusta "via di mezzo" - è quella di concedere dei voucher spendibili in altri periodi dell'anno.

Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono le strategie adottate da alcune grandi aziende per limitare i danni dovuti alle cancellazioni e alle mancate prenotazioni per la seconda parte dell'anno

Le richieste delle OTA

Di seguito riportiamo un esempio di email (come le tante ricevute da albergatori presenti sui maggiori portali di prenotazione), con cui le OTA comunicano la decisione unilaterale di rimborsare le somme versate dagli utenti - anche per quanto riguarda le tariffe non cancellabili:

Gentile partner,

... Sappiamo che questa prenotazione prevede una penale in caso di cancellazione, ma vorremmo chiederti di rimborsare l'ospite entro le prossime 24 ore, dal momento che le circostanze sono al di fuori del tuo controllo.

Conferma il rimborso entro il limite massimo. In caso contrario, procederemo noi stessi con il rimborso e poi emetteremo una fattura a te intestata...

Si può intuire facilmente che questa situazione rischia di far pagare il conto dell'emergenza solo alla categoria degli albergatori e gestori di strutture ricettive.

Le conseguenze per il turismo in Italia

Il Coronavirus sta mettendo a dura prova il settore turistico. Stando alle ultime analisi rese note da Confturismo-Confcommercio, nel prossimo trimestre marzo-maggio sono previsti 31,6 milioni di turisti in meno in Italia. Questo notevole calo potrebbe portare ad una perdita di 7,4 miliardi di euro.

Ricordiamo che in Italia il turismo vale il 13,2% del PIL, e tutti i settori dell'economia chiedono in questo momento misure straordinarie di sostegno economico: aiuti al turismo, soprattutto dal punto di vista della liquidità da parte degli operatori economici, e la tutela dei posti di lavoro.

Le strategie per limitare i danni e incoraggiare le prenotazioni future

In questo momento di emergenza sanitaria, sono purtroppo poche le considerazioni che si possono fare a livello strategico, in attesa di capire l'evoluzione della situazione in Italia e nel resto del mondo. Eppure i grandi player del comparto turistico si sono mossi per cercare di limitare i danni, sapendo che l'incertezza e l'impossibilità di pianificare in anticipo le proprie vacanze sono i due elementi da mitigare.

Ad esempio Alpitur ha lanciato una campagna per disdire senza penali le prenotazioni fatte entro il 31 marzo per partenze tra maggio e agosto, (fino a poco tempo prima della partenza). Maggiore flessibilità in caso di cancellazioni (in pratica la possibilità di cambiare data senza penali) e offerte scontate anche per Costa Corociere e Msc. Anche alcune compagnie aeree promuovono le prenotazioni per i prossimi mesi, estendendo la propria flessibilità con cambi data gratuiti.

Anche nel settore alberghiero sembra che l'unico modo di attirare prenotazioni per la stagione estiva sia quello di garantire la possibilità di cancellazione fino all'ultimo (o fino a pochi giorni prima del check-in) oppure la possibilità di cambi di data senza penali.

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