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Verranno introdotte nuove misure fiscali per tutti coloro che affittano i propri appartamenti attraverso la ormai utilizzatissima piattaforma di home sharing. Lo scopo è quello di smascherare vere e proprie attività di impresa che, approfittando delle agevolazioni previste per gli "affitti brevi" (cedolare secca del 21%), pubblicano su Airbnb annunci multipli che fanno riferimento ad appartamenti diversi. Una forma di concorrenza sleale verso gli hotel (e tutte le strutture turistiche regolarmente tassate come imprese) che l'attuale governo intende regolarizzare attraverso l'introduzioni di nuovi obblighi fiscali. 

A dare la notizia, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il turismo Dario Franceschini attraverso un disegno di legge sul turismo che a breve sarà presentato al vaglio del Consiglio dei Ministri. 

Il tema di Airbnb va governato in modo intelligente, è un fenomeno che ha portato anche un tipo di turismo interessante a cui l'Italia non può rinunciare, ma va regolato

Sono, infatti, oltre 500.000 gli appartamenti messi a disposizione degli utenti dalla piattaforma. Un vero e proprio fenomeno che ha condizionato fortemente il settore turistico, ma ha anche dato modo a molti proprietari di appartamenti di eludere il fisco. L'assenza di una regolamentazione non consente di individuare e distinguere "chi affitta nello spirito originario di Airbnb e chi invece maschera una normale attività di impresa". 

La proposta prevede un cambiamento sostanziale, basato sul numero di case messe in affitto. I benefici degli affitti brevi resteranno immutati per chi offre meno di 3 appartamenti. Superata questa soglia, i proprietari potrebbero essere tassati come una vera e propria impresa e le loro attività sottoposte agli stessi obblighi fiscali di alberghi e aziende che operano nel settore turistico-ricettivo. 

Questi nuovi adempimenti saranno validi per i contratti stipulati sia tramite agenzia di intermediazione sia attraverso portali online che hanno lo scopo di mettere in contatto persone in cerca di immobili per affitti di breve durata e proprietari di appartamenti (quindi Airbnb e altre piattaforme simili).

Questa nuova normativa, inoltre, potrebbe coinvolgere attivamente i comuni italiani, attraverso l'introduzione di un'altra possibile novità, che trova ispirazione in una norma attualmente in vigore che consente alle amministrazioni comunali di circoscrivere zone di particolare pregio storico-artistico, nelle quali è possibile determinare a quali attività commerciali è possibile concedere la licenza (questo per evitare la chiusura di botteghe artigiane storiche e l'apertura di "negozi fotocopia"). Partendo da questo modello attivo dal 2017, il Ministro Franceschini potrebbe applicare un ulteriore restrizione su Airbnb, offrendo ai comuni un ruolo decisivo nella concessione o meno del codice identificativo , necessario per la pubblicazione, sugli appositi portali, di annunci che mettono a disposizioni appartamenti e alloggi per affitti di breve durata (per saperne di più, leggi anche "Affitti Brevi: Nuovi Obblighi per Combattere l'Evasione Fiscale").

Stando alle ultime notizie, il disegno di legge, contenente queste importanti novità normative, è già stato presentato al Ministero dell'Economia e delle Finanze e potrebbe diventare legge ed entrare in vigore tra giugno e settembre, introducendo importanti novità proprio nel periodo estivo.

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