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Per hotel, ristoranti e strutture ricettive, la descrizione dei piatti e dei prodotti proposti al cliente richiede oggi una cura maggiore. Con l'entrata in vigore della Legge 75/2026, dedicata alla tutela dei prodotti alimentari italiani, il tema delle informazioni fornite al consumatore assume un peso più rilevante anche per il settore Horeca.

Il provvedimento rafforza il sistema sanzionatorio con particolare attenzione alle frodi, alle indicazioni ingannevoli e alle irregolarità nella tracciabilità. Nello specifico, per chi gestisce un ristorante o un hotel, la legge interviene anche sul modo in cui le informazioni sugli alimenti vengono comunicate al cliente, soprattutto quando riguardano origine, provenienza, qualità o caratteristiche del prodotto. 

Cosa prevede la nuova legge

La nuova legge introduce due fattispecie penali che meritano attenzione anche da parte degli operatori della ristorazione e dell'ospitalità. La prima riguarda la frode alimentare e si riferisce ai casi in cui alimenti o bevande non genuini, oppure diversi da quanto indicato o dichiarato per origine, provenienza, qualità o quantità, vengono messi in vendita, distribuiti o comunque immessi in circolazione. Per le attività Horeca, il tema si traduce nella necessità di verificare la coerenza tra prodotto servito e informazioni comunicate al cliente.

La seconda riguarda l'uso di segni distintivi o indicazioni false o ingannevoli sugli alimenti o sugli ingredienti, quando queste informazioni possono indurre in errore il cliente. Nel testo della legge questa fattispecie viene definita "commercio di alimenti con segni mendaci". Per le attività Horeca, però, il punto da considerare è soprattutto la correttezza delle informazioni usate per presentare i prodotti al cliente, comprese quelle diffuse attraverso strumenti digitali. 

Per hotel e ristoranti, quindi, l'attenzione si sposta sulle diverse forme di comunicazione dell'offerta gastronomica. Il menu cartaceo resta il primo documento da controllare, ma lo stesso criterio vale per carte digitali, QR code, carte dei vini, pagine web, materiali promozionali e informazioni fornite dal personale di sala.

Cosa cambia per hotel e ristoranti

Per il settore Horeca, l'aspetto più rilevante riguarda il rapporto tra comunicazione, materia prima e documentabilità. Menu, carte dei vini e proposte culinarie non possono essere costruiti solo come strumenti narrativi o commerciali. Quando richiamano origine, provenienza, qualità, certificazioni o legami con un territorio, devono trovare riscontro nei prodotti realmente utilizzati.

Questo non significa rinunciare al racconto gastronomico, che resta un elemento importante dell'esperienza del cliente e dell'identità della struttura. La nuova attenzione normativa, però, richiede che questo racconto venga costruito su informazioni verificabili. Una ricetta può essere ispirata a una tradizione regionale, ma se il menu lascia intendere che gli ingredienti abbiano una provenienza specifica, quella provenienza deve poter essere dimostrata.

Da qui nasce l'esigenza di verificare tutti i punti in cui la struttura comunica la propria offerta gastronomica. In hotel e ristoranti, infatti, le informazioni sul prodotto non passano solo dal menu cartaceo, ma anche dalla carta dei vini, dai menu digitali, dai contenuti pubblicati sul sito e dal racconto del personale di sala.

Un controllo di questi elementi permette di ridurre il rischio di diciture imprecise e, allo stesso tempo, di valorizzare meglio i prodotti utilizzati. Gli ambiti da controllare con maggiore attenzione possono quindi essere riassunti così:

Ambito da controllare Cosa verificare Perché è importante
Menu e carte digitali Diciture su origine, qualità, Dop, Igp, biologico, prodotti locali o artigianali Le informazioni devono essere coerenti con gli ingredienti realmente utilizzati
Carte dei vini e beverage Riferimenti a denominazioni, territori, annate, produttori e certificazioni Il cliente attribuisce valore a provenienza e identità del prodotto
Sito web e QR code Testi pubblicati online, menu digitali, offerte gastronomiche e pacchetti esperienziali La legge considera anche le informazioni diffuse con strumenti digitali
Fornitori e acquisti Fatture, etichette, schede prodotto, certificazioni, protocolli di tracciabilità e documenti di trasporto La documentazione consente di dimostrare la provenienza e la correttezza delle diciture
Personale di sala Racconto dei piatti, spiegazione degli ingredienti e presentazione dei vini Una comunicazione verbale imprecisa può creare aspettative non coerenti con il prodotto servito

Il nuovo valore delle denominazioni certificate

Un passaggio significativo della legge riguarda il nuovo contrassegno anticontraffazione previsto per i prodotti Dop e Igp. Il sistema punta a rendere più riconoscibili e tracciabili le produzioni certificate, rafforzando la tutela delle filiere autentiche.

Per l'Horeca questo elemento non introduce un obbligo immediato nella scrittura dei menu, ma conferma una direzione chiara. Le denominazioni protette assumono un peso sempre maggiore nella relazione con il cliente, perché identificano prodotti controllati, riconoscibili e legati a un disciplinare.

Quando un ristorante inserisce in menu un riferimento a Parmigiano Reggiano Dop, Prosciutto di Parma Dop, Mozzarella di Bufala Campana Dop, Olio Toscano Igp o Aceto Balsamico di Modena Igp, quella dicitura ha una funzione descrittiva, ma è anche una promessa di autenticità. Per questo deve corrispondere al prodotto realmente utilizzato e deve essere supportata da documenti di acquisto, etichette, schede prodotto o certificazioni del fornitore.

Inoltre, se gestite correttamente, le denominazioni certificate possono diventare anche uno strumento di valorizzazione commerciale. Rassicurano il cliente, rafforzano la percezione di qualità e aiutano la struttura a distinguere la propria proposta gastronomica.

Dal menu alla tavola: origine e tracciabilità rafforzano la fiducia del cliente

La nuova attenzione normativa si inserisce in una tendenza più ampia. Il cliente attribuisce sempre più valore alla trasparenza, all'origine dei prodotti e alla coerenza tra ciò che viene raccontato e ciò che viene servito. Per questo, l'autenticità passa dalla scelta degli ingredienti e arriva fino al modo in cui vengono comunicati. Un menu ben costruito può valorizzare una filiera, un territorio o una certificazione. Allo stesso tempo, una dicitura imprecisa può generare aspettative sbagliate e diventare un punto critico in caso di controllo o contestazione.

Anche il personale di sala ha un ruolo importante. Camerieri, sommelier e responsabili del servizio dovrebbero poter raccontare i prodotti in modo coerente con il menu e con le informazioni disponibili. Una spiegazione verbale poco precisa può creare la stessa ambiguità di una dicitura scritta male.

Per questo, origine, certificazioni e tracciabilità non dovrebbero essere considerate solo come aspetti amministrativi o gestionali. Possono diventare strumenti utili per qualificare l'offerta, sostenere un posizionamento più alto e trasformare la trasparenza in un elemento di fiducia.

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