I siti di recensioni per Hotel, Ristoranti e altre attività ricettive sono comunemente considerati non responsabili per il contenuto delle recensioni dalla normativa europea corrente. Tuttavia una recente sentenza della Cassazione ha ribaltato una delle tendenze della giurisprudenza nazionale, creando un precedente che ha effetti di legge.

La vicenda giudiziaria

La pronuncia della Corte di Cassazione riguarda un caso "calcistico", che potrebbe però avere effetti su un ambito molto più largo di quanto inizialmente appaia. Nello specifico, la corte si è espressa nel caso di Carlo Tavecchio, presidente della FIGC, che ha sporto denuncia per un commento diffamatorio di un lettore, e che ha visto la condanna del gestore del sito, in quanto ritenuto responsabile per concorso (Cassazione Penale Sent. Sez. 5 n° 54946 Anno 2016).

Secondo la Corte di Cassazione, il gestore del sito è responsabile dei commenti degli utenti, anche non anonimi.

Di conseguenza, secondo questo principio, la responsabilità riguarda i siti in cui vengono pubblicati contenuti degli utenti, come ad esempio i siti di informazione, ma anche i portali di recensioni e opinioni.

Questa sentenza rappresenta una novità importante, perchè si discosta da quanto stabilito in passato dalla corte di giustizia Europea, e da altre sentenze che si erano pronunciate in passato sulla non responsabilità da parte dei gestori. L'ultima pronuncia in merito era stata quella del TAR del Lazio, che stabiliva che "TripAdvisor non risponde della veridicità delle recensioni" (TAR, Lazio-Roma, sez. I, sentenza 13/07/2015 n° 9355), in quanto si tratta di opinioni degli utenti, non verificabili dal gestore del sito.

I portali di recensioni

Ora potrebbero aumentare le difficoltà per i gestori di siti: sia per i portali di informazione che includono i commenti dei lettori, sia per i portali turistici che gestiscono le recensioni degli utenti. Questi infatti, se non dovessero rimuovere in modo tempestivo delle recensioni o commenti diffamatori, potrebbero vedersi condannati per concorso.

Non è chiaro se e quanto, in futuro, ci saranno ripercussioni pratiche in ambito turistico; ovvero se i portali modificheranno le loro policy o meno, o se sarà realmente più facile difendersi da recensioni false o diffamatorie. Tuttavia questa è la prima volta che la Corte si esprime su commenti diffamatori, e la sentenza potrebbe essere usata nei futuri casi in cui la controversia giudiziale riguardi i proprietari di alberghi, ristoranti e molte altre attività oggetto di recensioni online.

 

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