Sfuma la speranza del governo di far emergere il nero su affitti brevi e case vacanza già da questa estate, come auspicato da albergatori e operatori professionali che vorrebbero maggiori regole ed equità nella gestione dell'offerta turistica.

La cedolare secca al 21% sugli affitti brevi e l'introduzione del sostituto di imposta svolto dalle attività di intermediazione (portali commerciali online e agenzie immobiliari), in vigore dal 1° giugno, non ha ancora sortito gli effetti desiderati. Infatti, dopo il mancato versamento verificatosi alla prima scadenza prevista per il 17 luglio, i portali di intermediazione chiedono ancora tempo per mettersi in regola, facendo saltare così anche la seconda scadenza del 16 agosto. 

Le linee guida per il versamento della cosiddetta Tassa Airbnb, istituita dal governo Gentiloni per la gestione trasparente degli affitti a breve termine, sono state rese note dall'Agenzia delle Entrate in una circolare pubblicata il 12 luglio. Oltre a riportare tutte le indicazioni necessarie sulla cedolare secca e su come gli operatori avrebbero dovuto mettersi in regola, l'istituto di riscossione aveva indicato anche la data della prima scadenza.

Stando alle direttive, Airbnb e tutti i portali di intermediazione, nonché tutte le agenzie immobiliari avrebbero dovuto versare all'erario la tassa entro e non oltre il 17 luglio. Ma nonostante ciò, i grandi operatori  non hanno effettuato il versamento dovuto.  “Abbiamo incontrato il ministero del Tesoro e l’Agenzia delle entrate - ha dichiarato Paolo Righi, presidente della più grande associazione di categoria del settore immobiliare, la Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari italiani) - e abbiamo invocato l’articolo 3 dello Statuto del contribuente, tale per cui non si può fare una norma a cui bisogna adeguarsi subito, ma servono 60 giorni di tempo".

Pertanto, con questa dichiarazione, i circa 20mila iscritti alla Fiaip hanno chiesto e ottenuto dagli organi competenti di annullare anche la seconda scadenza prevista per il 16 agosto, e di posticipare l'entrata in vigore della circolare dell'Agenzia delle Entrate al 12 settembre. A partire da questa data le attività di intermediazione (portali commerciali online e agenzie immobiliari) dovrebbero trattenere il 21% sugli incassi degli affitti brevi e versare la somma all'erario il giorno 16 del mese successivo (16 ottobre), come da norma vigente. 

Resta quindi ancora inattiva la norma sul sostituto d'imposta, e ancora molte sono le incertezze sui tempi di applicazione della stessa.

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