Prenotare direttamente converrà di più anche ai viaggiatori - Novità sulla parity rate, la norma che consente ad albergatori e operatori turistici di praticare tariffe anche al di sotto di quelle comunicate ai portali e OTA e rende nulle eventuali clausole stipulate con Booking.com e altri portali che fino ad ora hanno impostato le loro campagne sulla dicitura "miglior tariffa garantita". La stessa dicitura potrà essere usata solo dagli albergatori (sul loro sito web).

Lo situazione attuale sulla parity rate (la norma "anti-booking")

Norma Parity Rate, approvazione e iter parlamentare in ItaliaLo scorso 29 Giugno la Camera ha finalmente approvato il testo sulla parity rate - la cosiddetta norma "anti-booking" - che consente a chi gestisce un'attività ricettiva di praticare tariffe più basse sul proprio sito web, rispetto a quanto si può trovare altrove (primi fra tutti Booking.com e le altre grandi OTA, che inseriscono questa clausola nei propri contratti, e che presto sarà nulla per legge).

Affinchè il testo, contenuto nel Ddl Concorrenza, diventi efficace, occorre l'approvazione finale del Senato, che si attende a breve, e la cui discussione in commissione parlamentare è stata fissata dalla prossima settimana, e che dovrebbe essere la quarta ed ultima lettura in parlamento.

Cos'è la parity rate?

La parity rate è una clausola prevista in molti contratti con i portali più famosi, che in sostanza vieta all'albergatore di praticare prezzi più bassi di quelli comunicati al portale. Con l'approvazione definitiva della norma di cui abbiamo parlato, questa clausola sarà nulla, anche se espressamente approvata e sottoscritta.

Cosa cambia per gli albergatori?

Gli albergatori e titolari di attività ricettive avranno piena libertà di praticare tariffe più basse a chi prenota direttamente. In questo caso potranno usare la dicitura "miglior tariffa garantita", e potranno invitare gli utenti a prenotare direttamente offrendo uno sconto su qualsiasi tariffa trovata online su Booking o altri portali.

D'altra parte, visto che le commissioni pagate dagli albergatori ai portali sono intorno al 15-20% del valore della prenotazione, non sarà difficile per i gestori di strutture ricettive praticare dei prezzi scontati in caso di prenotazione diretta, che permettono un guadagno sia all'ospite che al gestore.

Cosa cambia per le OTA?

Non potranno più usare la dicitura "miglior tariffa garantita", che è stata usata da Booking.com (che è il player più grande del settore) in modo intensivo in ogni tipo di campagna di comunicazione, e probabilmente perderanno parte della loro attrattiva quando sempre più viaggiatori proveranno a telefonare o prenotare direttamente dal sito dell'hotel per avere le tariffe più basse.

Per vedere alcuni esempi di come Booking ha usato fino ad ora la dicitura "miglior tariffa garantita", vedi:

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Come si legge nell'articolo, dovrebbero essere gli albergatori - al contrario di quanto avvenuto fino adesso - ad usare questa dicitura sul loro sito web, ed a supporto della loro attività di marketing alberghiero.

L'iter e approvazione definitiva

L'iter della legge è iniziato nel 2015, e dopo una fase iniziale di stallo è approdata recentemente al Senato per successive modificazioni (3 maggio) e poi alla Camera (29 Giugno). Per velocizzare l'iter di approvazione, ll disegno di legge annuale sulla concorrenza è stato assegnato alla Commissione Industria, come annunciato dalla presidente della X Commissione Paola Pelino in data 4 luglio, il cui ordine del giorno ne prevede l'esame a partire dalla prossima settimana.

Ricordiamo che questa norma è stata a lungo auspicata dalle associazioni di categoria, ed ha vari precedenti in altre nazioni Europee, come ad esempio la Francia che si è adattata a questo principio nel 2015, e trova il suo fondamento nella considerazione che le grandi OTA hanno un potere contrattuale troppo grande rispetto ai singoli operatori, che saranno così tutelati nel praticare la politica di prezzi più conveniente.

Per approfondire il dibattito sulla parity rate in Italia, vedi:

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