Tra gli impegni da assolvere previsti dalla Direttiva Europea 2015/2302, non si può non menzionare quello relativo ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati. Le novità recepite verranno introdotte nell'ordinamento italiano entro e non oltre il 1 gennaio 2018 ed entreranno in vigore a partire dal 1 luglio 2018 mediante l'apposito decreto legislativo. 

Ma vediamo nel dettaglio quali saranno i cambiamenti che verranno introdotti, soprattutto per ciò che riguarda l'esercizio del diritto di recesso

Stando ai parametri suggeriti dall'UE, il consumatore potrà fare richiesta di recesso, senza il pagamento di alcuna penale né l'obbligo di giustificazione, entro 14 giorni dalla data di acquisto. Questo, però, è previsto solo per quei pacchetti venduti al di fuori dei locali commerciali. Discorso a parte va fatto per gli acquisti effettuati presso agenzie di viaggio o direttamente online.

In questo ultimo caso, non è previsto diritto di recesso senza il pagamento di una penale. Ed è proprio sulla determinazione della penale da attribuire, al momento della ricezione di una richiesta di recesso effettuata dal consumatore, che gli operatori del settore hanno sollevato non pochi dubbi. Secondo la direttiva europea, l'importo da richiedere "dovrà essere adeguato e giustificabile [art.12]".

Quindi, il criterio secondo cui l'importo della penale aumenta in modo proporzionale quanto più ci si avvicina la data della partenza - (fino ad arrivare alla copertura totale del costo del pacchetto nei casi in cui il recesso vanga richiesto pochi giorni prima dalla data di inizio del viaggio) - non verrà più ritenuto valido. I parametri suggeriti dalla UE utili per stabilire la quota della penale da attribuire, sono fortemente collegati ai risparmi e ai ricavi che si possono ottenere con la rivendita ad altri consumatori di pacchetti e/o servizi turistici.

In altre parole, l'esercizio del diritto di recesso comporterà la determinazione dell'importo delle spese di risoluzione, che sarà calcolato decurtando dal prezzo totale del pacchetto i risparmi e i ricavi sorti dalla vendita del medesimo pacchetto a nuovi acquirenti. Tali importi così determinati, saranno soggetti all'obbligo di motivazione, qualora ci fosse esplicita richiesta da parte dei consumatori che hanno effettuato richiesta di recesso. 

Per la risoluzione di tutti i dubbi sull'argomento, non ci resta che attendere il decreto legislativo definitivo, grazie al quale gli operatori del settore turistico potranno adempiere con chiarezza alla nuova norma che disciplinerà il diritto di recesso dal 1 luglio 2018

 

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